8 settembre 1943
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Salvatore Quasimodo. Giorno dopo giorno

Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue
e l’oro. Vi riconosco, miei simili, o mostri
della terra. Al vostro morso è caduta la pietà
e la croce gentile ci ha lasciati.
E più non posso tornare nel mio eliso.
Alerem tombe in riva al mare, sui campi dilaniati,
ma non uno dei sarcofaghi che segnano gli eroi.
Con noi la morte ha più volte giocato:
s’udiva nell’aria un battere monotono di foglie;
come nella brughiera se al vento di scirocco
la folaga palustre sale sulla nube.


In: “Patria indipendente”, 7 agosto 1955.

 

 

 

 

 

 

 

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