8 settembre 1943
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Luigi Sturzo. Italia e democrazia

[…] La democrazia prima di essere un metodo elettorale o una organizzazione di partiti, è uno spirito. Lo spirito, benché uguale nell'umanità, si realizza in ogni individualità sociale e in ogni ciclo storico con speciali caratteristiche e con stampo proprio. È perciò che la democrazia, forma migliore del viver sociale politico, si è realizzata in diverso modo e con diverse fasi di qua e di là dell'Atlantico.
Sia perché ha dovuto superare difficoltà diverse di tradizioni, d'istituti, di orientamenti religiosi, filosofici e culturali, d'interessi economici e politici; sia ancora per la peculiarità delle varie popolazioni e il loro svolgimento civile e morale.
L'inglese non va per scosse ma procede lento e sicuro per uno spirito d'adattamento che lo ha reso il popolo più forte e meglio resistente alle intemperie politiche. È perciò che ha potuto affrontare due volte il tedesco che era meglio equipaggiato e disciplinato e doppio di numero. Il francese è troppo logico per subire l'adattamento; l'italiano ancor più impulsivo. È perciò che hanno avuto sempre costituzioni scritte intangibili (salvo a distruggerle di fatto), forme rigide d'amministrazione, accentramento burocratico e formalismo eccessivo. Questo è lo scritto: nel fatto l'individualismo prevale sulla coscienza collettiva e sul vincolo sociale. Chi può evadere la legge, lo fa anche con piacere, soddisfatto della propria astuzia (specialmente se si tratta di sfuggire al fisco), convinto che la società anche la più liberale, è ben tiranna a non permettergli di fare di suo gusto. Quando i legami sociali toccano gli interessi di classe ,1'insofferenza colpisce i regimi che sono troppo rigidi per potersi riadattare alle nuove esigenze. Donde le crisi grandi e piccole dalla Rivoluzione francese ad oggi in Europa. L'individualismo latino reca i suoi vantaggi nello sviluppo della personalità nell'affermazione del genio, nella scintilla dell'arte anche in artigiani e in operai, e nel tentativo costante di superare le barriere economiche, sociali e politiche che le strutture di classi e di partiti impongono al complesso sociale.
Del resto ogni paese avrà la sua democrazia, e ogni tempo avrà la sua democrazia; ci sarà il tempo quando la democrazia ritornerà trionfante. Coloro che non vedono alcun bene se non nell'uniformità e nella costanza dei regimi politici non hanno nè senso storico, nè immaginazione.
L'Italia di domani sarà democratica non solo perché ogni paese di spirito individualista tende alla democrazia, non solo per reazione al passato fascista che vorrà cancellare, non solo per istinto di imitazione, visto che la vittoria sarà delle democrazie (e Russia e Cina passeranno o saranno fatte passare per democrazie), ma perché la ricostruzione del paese e il ritorno ad una sanità sociale e politica esigono, anche per l'Italia, il funzionamento di una democrazia [...].
Si potrà discutere sul modo come realizzare la democrazia; ogni partito, ogni gruppo dovrà cooperarvi con larghezza di vedute e con fiducia reciproca. Non verrà fuori una cosa perfetta; niente è perfetto al mondo. Quelli che si credono perfetti in ogni ramo della vita, sono farisei.
Verrà una democrazia, quella che l'ora storica ci porterà, con non pochi difetti e con molte speranze. Nella vita di un popolo, come in quella dell'individuo, le speranze sorreggono nel lavoro e nei sacrifici, e i difetti emendano con la buona volontà e l'esperienza.

In “Risorgimento”, anno I, n. 1, aprile 1945, pagg. 5-8.

 

 

 

 

 

 

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