8 settembre 1943
.: Torna alla introduzione .: Programma  

Organizzazione al femminile


i Gruppi di difesa della donna:

1943: nascita dei Gruppi di difesa della donna
1944: i G.D.D. a Parma
1945
: l’ UDI a Parma

1943 … è l’anno in cui nascono a Milano i Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai Combattenti per la libertà , la prima grande e unitaria organizzazione femminile.

I G.D.D. sono un'organizzazione unitaria "aperta a tutte le donne di ogni ceto sociale e di ogni fede politica e religiosa, che vogliano partecipare all'opera di liberazione della patria e lottare per la propria emancipazione".
I G.D.D. si propongono, nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole e nelle campagne, la resistenza alle violenze tedesche , il sabotaggio alla produzione di guerra, il rifiuto di consegnare i viveri agli ammassi. I Gruppi di difesa della donna partecipano alla organizzazione dei Comitati di liberazione periferici, e a quelli di agitazione nelle fabbriche; organizzano scioperi contro fascisti e tedeschi e assicurarono l'assistenza alle famiglie dei carcerati , dei deportati e dei caduti.

I G.D.D. vennero ufficialmente riconosciuti dal Comitato di liberazione dell'Alta Italia in un documento del 1944 nel quale si afferma:
” Il Comitato di liberazione per l’Alta Italia, riconoscendo nei Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti della libertà un’organizzazione unitaria di massa che agisce nel quadro delle proprie direttive, ne approva l’orientamento politico e i criteri di organizzazione, apprezza i risultati sin ora ottenuti nel campo della mobilitazione delle donne per la lotta di liberazione nazionale e la riconosce come organizzazione aderente al Comitato di liberazione nazionale.”

1944
I G.D.D. si costituirono a Parma nel novembre del ’44, in concomitanza con il proclama di Alexander, quando appunto nella città del nord- emilia viene organizzata la <settimana del partigiano>. Tale iniziativa si inquadra nella necessità di una riorganizzazione del movimento partigiano a causa della cessazione degli aiuti alleati. I Gruppi di Difesa costituiti a Parma contavano un’ottantina di iscritte, di cui venticinque comuniste. La rappresentante del Pci era Anna Menoni, del Psiup Ebe Soncini e del Pri Bruna Pagani; tutte donne già impegnate fin dall’inizio in molte attività. Ma le donne di Parma non avevano atteso la costituzione dei G.D.D. per compiere azioni collettive; la più famosa resta quella per i prigionieri politici condannati a morte, che durò quattro giorni e creò un tale tumulto che le esecuzioni furono sospese.

“Nell’aprile del ’44, ad un mese di distanza da una dimostrazione di cento donne svoltasi davanti al Municipio di Salsomagiore per la mancata distribuzione dei generi razionati, una manifestazione delle donne di Parma di fronte al tribunale sottrasse alla pena di morte quarantatre partigiani del “Griffith” arrestati a Montagnana. L’iniziativa partì dal calzaturificio Ballerini, ricorda Catuzzi, un partigiano scampato alla pena, un gruppo di ragazze organizzò la manifestazione insieme alle madri ed alle sorelle dei partigiani … la mattina del 18 fecero il giro di tutte le fabbriche di calzature, raccolsero duecento, duecentocinquanta donne che si portarono davanti al Tribunale dove si stava svolgendo il processo del distaccamento “Griffith “ … Il pulman, su cui eravamo saliti , non riusciva a passare bloccato com’era dalla fiumana di donne. C’era un baccano terribile! Le donne strappavano i fucili dalle mani dei fascisti che le respingevano a spintoni. Ad un certo punto intervennero anche i tedeschi. Quando vedemmo uscire la corriera con i prigionieri, continua Anna Menoni, la pressione fu tanta, che per un attimo si fermò. Raffiche di mitra furono sparate da ogni parte e la corriera riuscì a farsi strada. La condanna a morte dei quarantatre partigiani fu momentaneamente sospesa.

La notizia viene riportata anche sulla rivista quindicinale Noi Donne del 25 Ottobre 1944 n.5 con il titolo “Quaranta patrioti di Parma strappati alla morte”

Fra le protagoniste dei G.D.D.di Parma: Elda Morelli , una studentessa al liceo classico “Romagnosi” di Parma, cresciuta in una famiglia antifascista, nel 1944 entra nel movimento clandestino collaborando alla redazione di fogli di propaganda.

Facevo la staffetta a s. Ilario D’ Enza, nel reggiano, dove ero sfollata. Ma l'estate del '44, in seguito alle retate delle brigate nere, ritenemmo più sicuro tornare a Parma. Ciononostante nel febbraio del '45 mio padre fu arrestato.
Io, benché giovanissima, ero la responsabile della stampa dei Gruppi di Difesa della donna. Avevo una macchina ciclostile che di giorno sotterravo e di notte prendevo fuori per stampare i nostri manifestini.
Mi ricordo che un sordo mi faceva i testi dei manifestini. Erano scritti brevissimi, ma molto chiari, una specie di parola d'ordine. Ci rivolgevamo alle donne perché si ribellassero ai tedeschi e ai repubblichini, parlando delle atrocità che essi commettevano, della mancanza di viveri. Mi riempivo la sporta della spesa di manifestini e li portavo nella chiesa dell'Annunziata per consegnarli ad un'altra e così via. Una volta in piazza Garibaldi ci hanno inseguite, ma siamo riuscite a far perdere le nostre tracce.”

1945
… è l’anno della liberazione ed è il momento in cui appare chiara la politicizzazione dell’attività dei G.D.D. come risulta evidente anche nel volantino del 15 febbraio 1945:

<<DONNE DI PARMA
L’Armata Rossa avanza irresistibilmente verso Berlino: le condizioni interne della Germania diventano di giorno in giorno più disastrose: il nazifascismo sta vivendo le sue ultime ore e la reazione si fa più disperata.

DONNE DI PARMA
I tedeschi preparano la ritirata con la distruzione e la rapina: i generi alimentari non vengono distribuiti : per mancanza di combustibile i forni non lavorano ed il pane non sarà assicurato nemmeno dai bollini di razionamento. Dobbiamo evitare alle nostre famiglie e ai nostri figli la morte per fame e la distribuzione. Vogliamo un anticipo sulla distribuzione dei generi tesserati: vogliamo che quello che è nostro ci sia dato per evitare che tutto sia rubato dal ladro invasore.
Uniamoci e troveremo le nostre forze. Uniamoci per difendere i nostri figli dalla violenza dei traditori.>>.

FUORI L' INVASORE TEDESCO!!!
MORTE AL TRADITORE FASCISTA!
I GRUPPI DI DIFESA DELLA DONNA


.. Nell’anno della liberazione Laura Polizzi <Mirka> (che aveva precedentemente organizzato i primi Gruppi di difesa della donna, a Parma, a Piacenza e a Reggio Emilia, ed aveva militato nelle Brigate Garibaldine con l’incarico di Vice-Commissario Politico) è a Milano, dove organizza i Gruppi di difesa della donna. Qui vive l’insurrezione popolare e la liberazione. Il primo maggio dello stesso anno, all’Arco della Pace , gli organi dirigenti del movimento femminile affidano a Mirka il compito di parlare al popolo di Milano a nome delle donne della resistenza. Successivamente Mirka ritorna a Reggio Emilia dove dirige l’Unione donne Italiane, quindi , su invito del partito, si reca a Parma dove viene sollecitata ad intraprendere la “professione della rivoluzionaria”.

L’attività politica delle donne continua: l'Unione Donne Italiane, a livello nazionale, nasce il 15 settembre 1944 da Camilla Ravera, Rita Montagnana e Ada Godetti, mentre la sezione di Parma si costituisce nel giugno dell’anno successivo. La strada verso l’emancipazione è tracciata e si apre a traguardi diversi .


Noi Donne
Parma 16 giugno 1945 Noi Donne - Organo dell' Unione Donne Italiane
MENU'

:: Organizzazione femminile

:: Le protagoniste

:: Cosa leggere

:: Eventi

:: Home

 

 

 

 

 




© it.city S.p.A. - Servizi informatici aziendali